L’altro giorno ho pubblicato una riflessione sulla crescita personale.
Una delle frasi che mi sento dire più spesso quando affronto questo argomento, soprattutto nei primi consulti individuali.. è “Sì vabbe’, ma poi nella pratica come si agisce??”
Avete ragione.
E’ difficile esprimere concretamente un “sentire”, uno “stile di vita”, una modalità di agire.
Proviamo a fare un esempio nella vita di tutti i giorni
Immagina di essere bloccato nel traffico, in ritardo per un appuntamento importante.
La frustrazione sale e, d’istinto, ti innervosisci, magari iniziando a lamentarti o a prendertela con gli altri automobilisti.
Agisci di istinto, usi il clacson, imprechi contro quello davanti a te, o altre manifestazioni di questo genere. Chi più, chi meno, penso possa essere uno scenario capitato a tutti.
Questo è un automatismo: una reazione impulsiva, quasi automatica, a una situazione stressante.
Ora fermati e domandati:
- Ti fa stare meglio agire così?
- Dopo che ti sei sfogato con l’esterno, la situazione è migliorata?
- La colpa è realisticamente imputabile a qualcosa su cui hai potere di intervento?
- Hai scelto di comportarti così, o non sei semplicemente riuscito a impedirlo?
Ecco, se alcune di queste domande ti permettono di vedere il paradosso che si è innescato, quello è un buon momento per agire una riflessione e magari un piccolo cambiamento.
Si parte sempre dal riconoscere un disagio.
Qualcosa che, per come sta succedendo, non ci fa stare realmente bene con noi stessi.
Come trasformare questo momento in un’occasione di crescita?
- Osserva: fermati un attimo e riconosci cosa sta accadendo dentro di te.
Ad esempio, riconosci le emozioni che stai provando. Dai loro attenzione.Le emozioni sono il motore delle nostre azioni, se girano a vuoto perché nessuno le ascolta, anche le nostre azioni potrebbero risultare insensate o fuori il nostro controllo.
“Sto provando rabbia e frustrazione.” - Chiediti: “Perché reagisco così? Cosa mi fa sentire minacciato o fuori controllo?”
Forse il vero disagio non è il traffico, ma la paura di non essere puntuale o il senso di colpa per non rispettare un impegno.
Vai alla ricerca del tuo bisogno. Ogni emozione si muove in risposta a un bisogno soddisfatto o insoddisfatto. Se trovi il bisogno, magari anziché lasciare che l’emozione spiacevole prenda il controllo, puoi trovare modi alternativi per arrivare a ciò che ti serve davvero.
- Scegli: invece di lasciarti dominare dall’emozione, puoi fare un respiro profondo e cambiare prospettiva. Accetta la situazione per quella che è se non è risolvibile: ciò che non è in tuo potere non richiede l’investimento delle tue risorse. Magari approfitti di quel tempo in un modo più costruttivo, per riflettere o ascoltare un podcast che ti ispira.
O ancora, se hai riconosciuto il bisogno insoddisfatto e puoi in qualche modo agire per dargli risposta, pensa a qualche possibile azione da fare.
La crescita personale non si manifesta in gesti eclatanti, ma in queste piccole scelte quotidiane. Ogni volta che decidiamo di rispondere consapevolmente invece di reagire in modo automatico, stiamo già camminando verso una versione più autentica e libera di noi stessi.


