Non è sbagliato arrabbiarsi

Non c’è niente di sbagliato nel provare rabbia.


E’ un’emozione naturale, che parla – come tutte le nostre emozioni – di una risposta interiore a qualcosa che sta accadendo.

E allora perché in molti, e io per prima, la giudichiamo male? Non ci piace farci vedere arrabbiati, ne abbiamo paura, la evitiamo o la soffochiamo?

Nel mio personale percorso con questa emozione, ho scoperto molte cose che la riguardavano, che parlavano di mie paure profonde, di bisogni inespressi e di pensieri limitanti.

Uno degli ultimi passaggi è stato accorgermi che associavo all’esperienza della rabbia, la convinzione che esprimerla sarebbe stato dannoso per qualcun altro.

Se mi arrabbio, farò male a qualcuno.
Se mi arrabbio, punirò qualcuno.

 
Come a dire che arrabbiarsi significa rivolgersi necessariamente CONTRO qualcuno o qualcosa, con un obiettivo colpevolizzante.
E’ stato illuminante rendermi conto che non è così.

Se anche la mia rabbia viene stimolata da un accadimento (fatto o persona che sia) fuori da me, come normalmente succede, ciò non significa che io debba necessariamente punire o attaccare!

Posso arrabbiarmi, esprimere la mia frustrazione, anche con toni e modi congruenti a ciò che provo, facendo vibrare e esplodere l’energia che sento, senza dirigerla verso qualcosa di specifico, ma semplicemente per un atto di rispetto verso me stessa (e volendo anche di rispetto per l’altro, dato che mi vedrà autentica e non mascherata).

Chi si troverà ad ascoltare, vedere, o sperimentare questa mia emozione può scegliere per sé come accoglierla, come reagire, o cosa fare.
Ma questo non può essere un fattore limitante del mio sentire. 

Questo passaggio, che ora scritto qui mi sembra quasi “banale”, mi è costato molto tempo e molta indagine dentro le mie convinzioni.

Tutti noi abbiamo un libro interiore di “regole non scritte” a cui aderiamo.
Nel mio libro, al capitolo rabbia, c’era scritto “rabbia = fare male agli altri = cosa da evitare”. 

Non c’era però scritto che il costo di questa regola è stato soffocare spesso le mie emozioni, sacrificarmi in nome del “quieto vivere”, giudicare negativamente il mio sentire (“se ti arrabbi, non sei matura abbastanza da superarla!”).

Uno dei lavori più costanti per crescere, dal mio punto di vista, è proprio quello di sfogliare il nostro libro delle regole con costanza.. e cercare quelle che seppur scritte da tempo, non ci appartengono veramente o ancora peggio, ci fanno danno.

E tu? quale convinzione hai sulla rabbia? Ti limita o ti potenzia?

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