Sono fatto così: verità o alibi

Quante volte ci siamo detti o abbiamo sentito dire: “Sono fatto così“.


Nei miei consulti è una frase che esce spesso.

Una frase che suona come una sentenza definitiva, un sigillo sulla nostra identità.


Ma cosa significa davvero?


Spesso la usiamo per giustificare comportamenti che non ci piacciono, abitudini che ci limitano o reazioni automatiche che sembrano sfuggirci di mano. 

Eppure, se ci fermiamo a riflettere, non descrive chi siamo nel profondo, ma semplicemente ciò che facciamo — modi di agire, schemi appresi, risposte abituali.


La buona notizia? 

I comportamenti non sono scritti nella pietra. 


Sono il frutto di esperienze, credenze e scelte ripetute nel tempo. 

E, proprio perché appresi, possono essere trasformati.


Assumersi la responsabilità delle proprie azioni significa smettere di confondere l’abitudine con l’essenza, il passato con il presente, e aprirsi alla possibilità di cambiare.


Crescere non è negare ciò che siamo stati, ma riconoscere che non siamo obbligati a rimanere uguali a ieri.


La prossima volta che ti sorprenderai a pensare “sono fatto così”, prova a chiederti:


✨ È davvero così o è solo il modo in cui mi sono abituato a rispondere?

✨ Chi potrei essere se smettessi di raccontarmi questa storia?


Ogni consapevolezza è un piccolo passo verso la libertà. E ogni passo conta. 🌱


Vi risuona quel che dico?


In quali ambiti credete di “essere fatti così”? 

Quali sono gli aspetti di voi che vi capita di credere siano immutabili?

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